domenica 21 ottobre 2012

sesto senso

in un solo colpo, ieri sera, nella alta Val Seriana senza connessione, ho trovato due articoli in un solo colpo che parlano di web.
La riflessione che ne è scaturita e che continua a ronzarmi in testa parte dall'omicidio di Carmela Petrucci, la ragazza di Palermo che fa scudo alla sorella dalle violenze del suo ex e muore.

Carmela aveva 17 anni, sua sorella Lucia un anno in più.
Lucia aveva conosciuto il suo ex fidanzato in rete. 
i genitori, di questo fidanzato non sapevano nulla, come non sapevano nulla delle minacce che lui le faceva.
mi chiedo allora se sarebbe cambiato qualcosa se si fossero conosciuti fisicamente prima che digitalmente.
Mi chiedo se il corpo, il fisico, con tutto il suo linguaggio non esplicito, non segnato, ma da interpretare, avrebbe dato qualche segnale a Lucia. si, qualche segnale di fragilità, di aggressività, perchè non credo che lui, Samuele, sia diventato matto d'improvviso...
o forse, visto che Lucia e Samuele dopo essersi conosciuti on line si sono incontrati fisicamente, forse questo modo di incontrare persone nuove (sul web appunto) non stia facendo disabituare i ragazzi ad una lettura del linguaggio non verbale e di reazione di quel sano sesto senso che ti fa avvertire il pericolo anche quando non è esplicito, quando non lo vedi proprio nitidamente ma lo intuisci.

e se questa lettura non è una fantasia, abbiamo una bella "gatta da pelare".
Carmela è la 100° donna uccisa in Italia nel 2012 dunque so che non può essere statisticamente un dato interessante visto che le altre 99 non hanno avuto tutte questa storia. Ma Carmela e Lucia sono ragazze e come tutte (o tante, tantissime) hanno un profilo, navigano, chattano, conoscono altri in rete e questo a me preoccupa.
Non del navigare in se, non del socializzare in rete, ma dell'assenza di alcuni tasselli che possono aiutarle a stare in rete senza morire.

Sempre ieri sera leggo su D de "La Repubblica" un articolo di Mara Accettura dal titolo "Il mio amore immaginario" dove la giornalista racconta di amori nati nel web e prova a darci delle coordinate di lettura:
"(...) Per certi versi il virtuale funziona meglio (del fisico, ndr) <è molto liberatorio. Ti trovi a dire e fare, o meglio a scrivere, cose che faccia a faccia...Mai! o quantomeno avresti un sacco di pudore all'inizio"

Ecco, credo che questo sia uno dei punti: la mancanza di relazione fisica fa saltare i meccanismi di difesa naturali che normalmente ci fanno aspettare del tempo, avere "pudore".
e se questo ribalta e manda in confusione delle donne (l'autrice dell'articolo non specifica l'età ma non si sta parlando di ragazze) immaginate cosa possa succedere nell'universo già in fase sperimentale di un'adolescente.
Forse è il caso di parlarne. forse è il caso di aiutare le ragazze d'oggi a capire le relazioni. 
perchè ce n'è proprio bisogno. 
sia di stare in relazione che di capire come funzionano.